Il corpo comunica, talvolta anche attraverso il silenzio. Racconta emozioni, fragilità, paure e sofferenze che non sempre riescono a trovare le parole per essere espresse. Comprendere questi segnali, riconoscere il disagio e imparare ad accogliere chi lo vive rappresentano sfide importanti per la medicina, la psicologia, l'educazione e, più in generale, per una società chiamata a prendersi cura delle persone nella loro integralità.
È da questa consapevolezza che nasce "Ascoltare il corpo. Comprendere, prevenire e curare i disturbi del comportamento alimentare", l'incontro della Comunità Accademica dell'Università Pontificia Salesiana, in programma mercoledì 11 novembre 2026, alle ore 11.30, nell'Aula Paolo VI.
Al centro della riflessione, una realtà complessa e spesso difficile da riconoscere: i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, tra cui anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata. Condizioni che non possono essere ridotte a una questione di peso, di alimentazione o di immagine estetica, ma che coinvolgono profondamente la salute fisica e psicologica, le relazioni, l'identità e la qualità della vita.
Il tema assume un significato particolare nei contesti educativi, dove la vicinanza ai giovani rende essenziale saper riconoscere le situazioni di vulnerabilità, superare stereotipi e pregiudizi e promuovere una cultura dell'ascolto, della prevenzione e della cura.
A offrire una lettura clinica del fenomeno sarà il prof. Lucio Rinaldi, psichiatra, psicoterapeuta e professore aggregato di Psichiatria presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, responsabile del Day-Hospital di Psichiatria e dei Disturbi del Comportamento Alimentare del Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Da anni impegnato nell'attività clinica, nella ricerca e nella formazione, Rinaldi ha approfondito in particolare il rapporto tra corpo, alimentazione e dimensione affettiva. È autore, tra gli altri, del volume Sul cibo, sul corpo e sul divenire della forma. Anoressia, bulimia e molto altro, dedicato alla comprensione della sofferenza che si manifesta attraverso i disturbi alimentari.
Accanto alla prospettiva medica, la dott.ssa Carla de Filippis, psicologa dello sviluppo e dell'educazione e psicoterapeuta in formazione, porterà l'esperienza maturata nell'ambito dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione presso la Casa di Cura Villa delle Querce, attraverso attività di valutazione clinica, colloqui individuali e gruppi psicoeducativi rivolti ai pazienti e alle loro famiglie. Presidente dell'Associazione Amma Heima-ODV, attiva presso il Policlinico Umberto I di Roma, si occupa anche di interventi psicosociali e di formazione degli operatori sanitari.
Particolarmente significativa sarà la testimonianza di Chiara Bertoglio, pianista di fama internazionale, musicologa e teologa, la cui attività artistica e scientifica si sviluppa da anni intorno al dialogo tra musica, cultura e spiritualità. Docente di pianoforte al Conservatorio di Cuneo e autrice di numerose pubblicazioni, Bertoglio ha scelto di condividere anche una pagina profondamente personale della propria vita.
Con lo pseudonimo di Clara Brunello, ha infatti pubblicato nel 2012, per le Edizioni Paoline, il libro Viva di nuovo. Come sono guarita dall'anoressia, nel quale racconta l'esperienza della malattia e il difficile cammino che l'ha condotta a ritrovare la salute e una nuova prospettiva di vita. Una narrazione che affronta la sofferenza senza nasconderne la complessità, lasciando spazio al valore delle relazioni, della cura, della riconciliazione con sé stessi e della speranza.
La sua testimonianza offrirà all'incontro una dimensione particolarmente umana: accanto alle conoscenze scientifiche e all'esperienza degli specialisti, la voce di chi ha attraversato personalmente la malattia, restituendo concretezza a un tema che troppo spesso viene affrontato soltanto attraverso numeri, definizioni cliniche o rappresentazioni superficiali.
L'incontro intende così favorire un dialogo tra competenze diverse, nella convinzione che prevenire significhi anche educare all'ascolto, riconoscere la sofferenza senza giudicare e creare le condizioni perché chi vive una difficoltà possa chiedere e ricevere aiuto.
Per l'Università Pontificia Salesiana, da sempre impegnata nella formazione integrale della persona e nell'attenzione educativa alle nuove generazioni, l'appuntamento rappresenta un'occasione per approfondire una questione che interpella non soltanto i professionisti della salute, ma anche educatori, docenti, famiglie e studenti.
Perché ascoltare il corpo significa, prima di tutto, imparare ad ascoltare la persona.
